Trofeo Alberto Sitta

. Trofeo Alberto Sitta
Il buongiorno

Un proverbio suggerisce che il buongiorno si vede dal mattino, e la mattina di quel sabato 28 Maggio già mostrava che una torrida giornata estiva avrebbe prepotentemente preso il posto della primavera desiderata dal calendario.

Appena arrivato nella sala che ha ospitato il Congresso, la prima persona incontrata è stata Gianni Loria, assolutamente frenetico e preso a fare partire la portentosa macchina che per due giorni ha girato senza intoppi.

Non sono certo che sia stato in grado di accogliere uno per uno tutti i partecipanti ma visto che, come la magia insegna, nulla accade per caso, quell'incontro e quel caldo avvolgente sono stati il mio buongiorno.

E tutto il mio Congresso è stato proprio così: caldo, concitato e avvolgente.

Le prime sensazioni

I primi momenti al Congresso Magico sono stati scanditi da un lento e crescente popolarsi dei banchi delle 22 case magiche presenti, sui quali hanno cominciato a fare bella mostra di sé carte, anelli, foulard, monete, libri, depliant, pupazzi, tappetini, giacche, scarpe, bacchette, scatole e altro materiale ancora.

Questo intorpidito via vai è pian piano diventato sempre più concitato, creando quella piacevole situazione in cui amici di vecchia data si rivedevano e nuovi arrivati, un po' spaesati, si avvicinavano timidamente per sbirciare alla ricerca di chissà quale nuova inaspettata diavoleria.

I piccoli brandelli di conversazione rubati qua e là possono dare il senso vero della passione che ha animato e unito tutti: “hai visto l'ultimo dvd di...”, “si vede quando ti giri che stai tenendo quel...”, “guardate che carte fantastiche, fanno tutto loro” e ancora “ma lo fai sempre quell'effetto con le monete in cui…”.

Come non citare, poi, il proprietario di una casa magica e il suo “sono timido non mi esibisco mai, quindi guardate bene come strappo questa carta e la ricompongo perchè non vi ricapiterà”. Ovviamente non è stato creduto da molti ma, si sa, i prestigiatori alla fine non la raccontano sempre giusta, fa parte del loro personaggio.

Questi sono solo piccoli frammenti di due giorni densi di avvenimenti. Quindi, forse, è meglio se andiamo con ordine e partiamo dall'inizio.

Sabato: la prima giornata

Il Congresso è iniziato in un torrido sabato di fine Maggio in cui lo scirocco, o chissà quale altro inatteso vento, ha portato sull'Italia, come direbbe il paludato meteorologo del telegiornale, il primo vero assaggio d'estate.

L'apertura, puntuale ma non troppo, come in tutti gli eventi che si rispettino, è stata fatta dall'amico Andrea Baioni che si è destreggiato con disinvoltura sul palco, facendo da mediatore fra i gesti convulsi dell'organizzazione e i tempi necessari per preparare l'ingresso degli ospiti.

La mattina del sabato ha visto protagonista Cyril Harvey che ha dato vita ad apparizioni, levitazioni, scambi e sparizioni di palline, banconote, candele e carte giganti. Ad essere sincero, ha anche destato qualche timore per la sua salute e più di un pensiero preoccupato quando ha illustrato pezzo per pezzo la quantità assolutamente incredibile di calamite, magneti e congegni applicati a giacca, pantaloni, canottiera, camicia, boxer e calzini. Scherzi a parte, la conferenza dell'artista francese ha mostrato come accanto all'abilità e all'aspetto meramente tecnico della prestigiazione debba essere presente anche un feeling con il palco, al fine di creare una tranquillità scenica per un numero veramente d'effetto.

Fedele traduttore, Aldo Ghiurmino ha accompagnato Cyril Harvey in questo crescendo impazzito di gimmick, iniziando prima in sordina come voce fuori campo, e poi, pian piano, dopo un progressivo e furtivo avvicinamento al palco, trovando un contatto diretto con il pubblico, fino a diventare il co-protagonista della conferenza.

Le normali difficoltà di traduzione si sono lentamente trasformate in gag che lo hanno prepotentemente gettato sulla scena, trasformandolo in un'involontaria spalla comica del francese, nel suo interagire disinvoltamente con il pubblico nel tentativo di tenere il veloce ritmo del conferenziere. Insomma, uno spettacolo nello spettacolo. E, soprattutto, che Aldo Ghiurmino avesse una innata capacità comica è definitivamente risultato chiaro quando, qualche ora più tardi, durante il Gala, è stato di nuovo scelto a caso nel pubblico (coincidenza incredibile) da Alexander per essere, con garbo, maltrattato. Ma ci torneremo dopo.

Il pranzo, organizzato a buffet dalle eroiche mogli e compagne dei membri del Club Illusionisti di Bologna ha creato quell'atmosfera informale, di contatto familiare fra persone tanto diverse come i prestigiatori navigati di professione e i più umili novizi che, così facendo, si sono trovati gomito a gomito, magari allo stesso tavolo, condividendo commenti e riflessioni.

Il Concorso da Scena ha, poi, fatto salire sul palco giovani nuove speranze del mondo magico italiano e non solo, che si sono cimentate in numeri piacevoli e stimolanti, assegnando il trofeo del vincitore a PALADINO, per l'originalità e la cura nei dettagli manifestate.

Il pomeriggio, seguendo il ferreo programma, ha visto protagonista Henry Evans.

Il marchio della sua conferenza è stato il tormentone “No es posible!” che ha condito con gusto una presentazione mirabile ed affascinante in cui il pubblico, benchè composto non certo di sprovveduti, ha partecipato con divertimento, in più momenti accodandosi al “No es posible!” per reale, piacevole e benvenuto stupore.

Potere avere la sensazione del miracolo sotto gli occhi di così tanti testimoni è e rimane una delle percezioni più avvolgenti di questo Congresso Magico che, anche con Henry Evans , ha ribadito quanto la creatività, la fantasia e l'abilità possano dare vita a situazioni razionalmente impossibili e gradevolmente uniche.

Queste emozioni sono state così forti durante la conferenza che il “Ahora vamos a ruinar el milagro” con cui Henry Evans anticipava la spiegazione tecnica degli effetti mostrati, veniva seguito da un fioco e sommesso “No…” del pubblico, che bisbigliava incerto il suo terribile dubbio, combattuto fra la brama del sapere e la certezza che la conoscenza avrebbe fatto sfumare, in un solo istante, l'ebrezza gentile e leggera dell'illusione.

Più di una volta Henry Evans , cogliendo e capendo questi desideri contrastanti è sembrato sull'orlo di dire “bueno, no lo esplico” e giuro che ho sperato, in quei momenti, che avesse la forza di farlo veramente e di lasciarci l'illusione dell'impossibile. Ma, da professionista, è andato fino in fondo, ci ha impedito che, una volta a casa, ci concentrassimo sul “come è stato possibile” e ci ha accompagnati per mano lungo la via dell'apprendimento che appaga e, insieme, purtroppo, disillude.

L'asta magica amabilmente condotta da Piero Ustignani e gestita da Gianfranco Cappelli, ci ha condotto tutti rapidamente verso la serata di sabato , che è stata all'insegna del Gran Gala Internazionale di Magia al Teatro Testoni di Bologna, il cui piccolo antipasto è stato lo spettacolo “Grace, la donna senza testa” di Van Denon & Jabba. Un numero che è sembrato volere riportare al tempo dei menestrelli erranti che si muovevano per i paesi cantando storie fantastiche e mostrando cose inusuali. E, all'interno di una cornice unica data da Bologna e i suoi monumenti, abbiamo guardato al serpente giallo, al pappagallo colorato e alla donna senza testa come all'inusuale, inatteso e strano preambolo di un Gala ricchissimo.

Il Gran Gala ha visto il brillante Valter Rolfo dividersi fra il ruolo di presentatore impettito, prestigiatore disinvolto e fluido collegamento fra numeri diversi. Con abilità ha coinvolto, talvolta a tradimento, diversi spettatori e “costretto” Raul Cremona, ampiamente conosciuto dal grande pubblico per le sue apparizioni come comico, a salire sul palco, per poi spingerlo a dare il meglio di sè in 180 secondi di pura spassosissima improvvisazione.

Le oltre tre ore di spettacolo hanno visto susseguirsi sul palco Gianni Mattiolo e Luana con i loro pappagalli; Nada e la sua abilità di manipolazione; Cyril Harvey, molto meno composto che nella conferenza tenuta al mattino, in un numero coloratissimo e originale; il trio Ma.Gi.A. con una presentazione curata, garbata e raffinata; Milton con la sua eleganza e il vincitore del Concorso da Scena, Paladino , nel suo barocco numero con le maschere.

È impossibile, poi, non parlare del duo tedesco Roy Gardner & James, in cui il fascino classico di uno spettacolo con le colombe è stato esaltato da un'esilarante situazione comica in cui un maggiordomo minuto e terribilmente annoiato doveva vedersela con il proprio aristocratico datore di lavoro, paffuto e goffo manipolatore. Ma la tracotante incapacità di riconoscere i suoi limiti e il volere assolutamente fare il prestigiatore conducevano il signore, sostenuto solo dalla sua boria, al fallimento completo, mentre il piccolo maggiordomo, con disinvoltura, produceva colombe à gogo, con aria di totale rassegnazione.

Il tutto condito con colombe scenicamente morte per maldestre manipolazioni ed un finale in cui il maggiordomo, definitivamente scomparso, riappariva nella gabbia al posto dei poveri animali magicamente (e mai gioco di parole fu più azzeccato) volatilizzati.

Altro protagonista della serata è stato Alexander che, iniziando delicatamente con alcuni effetti di mentalismo, si è prima di tutto preso gioco di se stesso ironizzando a proposito della sua caduta durante le prove a cui ha imputato lo stordimento serale. E poi, pian piano, da abile maestro, ha trasformato questo suo auto-sberleffo in un finale all'insegna del pickpocket che ha coinvolto dal pubblico, ancora una volta, l'involontario Aldo Ghiurmino. In un un turbine di mani che aprivano portafogli, scioglievano cravatte, smontavano orologi, cercavano cinture dei pantaloni e sbirciavano nelle tasche, nel nostro povero spettatore spuntava di nuovo quell'innato spirito comico (già manifestato nella mattinata con Cyril Harvey) che, al ritmo di una musica incalzante e coinvolgente, lo conduceva sulla strada della più completa ed umoristica confusione mentale.

Il povero malcapitato, tornato al suo posto veniva, quindi, richiamato ripetutamente per la riconsegna dei suoi oggetti personali (fra l'altro già più volte restituiti), il più incredibile dei quali era certamente la cravatta, la cui evidente mancanza era stata notata dal pubblico in sala che, però, sadicamente, si era ben guardato dal farne menzione al proprietario.

Domenica: il secondo giorno

La domenica è iniziata con la sonnacchiosa comparsa dei congressisti nella sala centrale, ancora un po' frastornati dalla sconcertante densità di stupore del sabato.

E quasi a riprendere il filo solo sospeso degli eventi della sera precedente, più di qualcuno ha chiesto all'ormai protagonista comico del Congresso, Ghiurmino, di accertarsi della presenza della sua cravatta e del suo orologio, alimentando quella situazione surreale di ironia e complicità che si era creata e continuava a persistere.

Goliardìa a parte, un'altra perla è stata la conferenza di Roberto Giobbi, seguita in religiosa concentrazione da un pubblico silenzioso ed attento. La sua maestria si è potuta toccare con mano quando, più di una volta, pur preannunciando i passaggi tecnici e descrivendoli in anticipo, li eseguiva e alla domanda “non si è visto vero?” gli increduli astanti non potevano che assentire stupiti. Una guida unica, Roberto Giobbi, capace come tutti i grandi di usare l'ironia, con affermazioni quali “non ho note di conferenza, perché, lo sapete tutti, non mi piace molto scrivere” e di mostrare tutta la propria classe traducendo simultaneamente e da solo le frasi chiave della conferenza in 4 o 5 lingue, e instaurando un piacevole dialogo in spagnolo con Henry Evans , presente nel pubblico ed evidentemente divertito dal savoir-faire del conferenziere.

La domenica è, quindi, proseguita con il Concorso di Close-Up in cui gli effetti di mentalismo proposti da Giacomo De Carlo, una piacevole nuova interpretazione di Tom Mullica e le sue sigarette di Mirco Pensieri e un mirabile matrix con carte trasparenti di Vittorio Belloni hanno dato valore all'evento e proposto diversi minuti di alta qualità magica, assegnando il meritato premio appunto a quest'ultimo concorrente.

Nel pomeriggio, infine, la bella conferenza di Alexander ed il Gala di Close-Up hanno portato il Congresso verso la sua nobile e travolgente conclusione che ha visto esibirsi: Raul Cremona, Valter Rolfo , Roberto Giobbi Tony Binarelli, Alexander e Henry Evans che contemporaneamente alla sua travolgente chiusura ha portato Gianni Loria a chiudere questo 8° Trofeo Alberto sitta tra applausi scoppi di palloni ed anche un pizzico di commozione.

Che dire a questo punto?

È stato un Congresso denso di eventi ma soprattutto di emozioni, in cui nomi illustri del panorama italiano ed internazionale (da Henry Evans a Roberto Giobbi a Raul Cremona, da Cyril Harvey ad Alexander a Tony Binarelli, Valter Rolfo , solo per citarne alcuni) si sono concessi con semplicità e senza limiti.

Simboli di tale vicinanza sono stati i gruppetti di persone che, improvvisamente, si formavano intorno ai tavoli delle case magiche o dopo le conferenze e gli occhi di molti che brillavano davanti ai piccoli miracoli che si producevano, ancora capaci di provare stupore e soddisfazione, benchè molti di quegli occhi avessero alle spalle anni di cultura magica e di allenata attenzione.

E potere ammirare questi mostri sacri ed il loro atteggiamento, forse, è stato il più senso più profondo di questo Congresso Magico: tranquillità dell'esperienza, piacere nel condurre lo spettatore per mano verso l'impossibile, gusto nel calarsi in una parte, fascino della bravura. Insomma un mix che tutti i bravi prestigiatori, professionisti e dilettanti, amatori e cultori pagherebbero una fortuna per avere. E che, invece, è stato lì, per due giorni, assolutamente per tutti, a disposizione di chi voleva provarlo direttamente sulla propria pelle.

Che dire di questo Congresso?

Semplicemente caldo, concitato e avvolgente.

Stefano Equino

Nota dell'organizzazione

Ci teniamo a ringraziare personalmente tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita dell'8° Trofeo Alberto Sitta: un grazie particolare quindi agli infaticabili nostri soci: Davide Ferri e Alice, Sacha e Luca Zorzo, Emanuele, Alessandro, Franco Donati, Carlo Agnolucci, Francesco Brogno, Fulvio Zimbelli, Rossana e Michele Nassetti, P. Paolo Geminiani, Rudolf, Rudy Miserocchi per le riprese in video gigante e le foto di tutti gli eventi, Aldo Ghiurmino per le ottime traduzioni, Lorenzo Berdini per l'aiuto in teatro alle prove, al nostro Andrea Baioni per tutto e anche di più, alle 2 meravigliose donne del ricevimento Cristina e Mercede, alle nostre ragazze del Buffet e angolo bar Michela, Mara, Valeria e Patrizia, al nostro insostituibile e infaticabile (pur con la febbre) Gianni Paparo direttore di scena e tanto altro e a Rox impagabile regista audio e non solo.

Un grazie particolare va anche a tutti i nostri artisti: siamo stati ringraziati per la calorosa accoglienza e ospitalità e noi ringraziamo loro per la grande professionalità e affabilità dimostrata a tutti i convenuti. Una menzione affettuosa a Tony e Marina Binarelli nostri amici di sempre, a Raul Cremona: un impareggiabile “pazzo”, a un favoloso Henry Evans : una ventata di allegria, un vero signore di magia e di vita. Ultimi ma primi nel nostro cuore: Gianfranco Cappelli da sempre con noi per la realizzazione di tutti di Trofei e Domenico Dante nostro presidente e “complice”: assente per motivi giustificati ma presente con il cuore. E finiamo con Manlio Turrini presidente di giuria di ambedue i concorsi e tutti i nostri ospiti stranieri da Jean Garance e Sig.ra, a Gerald Mainart e Sig.ra. a Jo Maldera e famiglia e tutti gli amici francesi.

Un grandissimo grazie e un nostro personale applauso a tutti: il successo di questo congresso è anche merito Vostro (…e un po'…nostro!).

Gianni e Anna Loria
Web: www.gianniloria.it
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Mauro Morabito è il padre di Andrè. Mauro è il proprietario del WMM, si occupa di finanziare il sito e consigliare su modifiche e aggiornamenti.


Manuel Spinosa è il nostro prezioso collaboratore. Da anni svolge un ruolo di newsreporter e si occupa anche di importanti esclusive, tra cui alcune interviste.

Free business joomla templates