Trofeo Arsenio

Trofeo Arsenio

Nel panorama delle manifestazioni magiche nazionali il Trofeo Arsenio si è riservato una nicchia avendo proposto e consolidato una formula vincente: l'aver voluto cancellare l'aspetto formale del convegno magico (conferenza - fiera magica - spettacolo - concorso - fiera magica - conferenza - gala) con momenti conviviali e di aggregazione unici nel loro genere. Ma andiamo per ordine.

Il trofeo, istituito in memoria di Vittorio Arsenio (1911-1986. Citando Vinicio Raimondi: "l'ultimo dei prestigiatori italiani della vecchia scuola") è giunto quest'anno alla sua ventesima edizione, organizzato da Franco Silvi che, da anni alla guida della delegazione del Lazio per il CMI, si è dimostrato ancora una volta un padrone di casa accogliente e premuroso, assieme a Patrizia, sua moglie, forti di un appoggio di tutto rispetto: da "Zio" Tony Binarelli, a Flavio Desideri a Stefano Arditi, a Vinicio Raimondi (quest'anno grande assente).

Come al solito il congresso, svoltosi gli scorsi 9 e 10 dicembre, ha riservato un gradevole pre-evento. Il venerdì sera cinquanta prodi capeggiati da Franco e Patrizia si sono avventurati in quel dei Castelli Romani, ad Ariccia per un'esperienza eno-gastronomica, oseri dire, massiccia. Grazie a una attenta organizzazione è stato previsto un pullman che ci ha prelevato dal nostro albergo e ci riconsegnati ad esso sani e salvi in previsione di qualche piccolo scherzo giocato dal delizioso vino dei Castelli.

Il mattino dopo i lavori sono iniziati abbastanza puntualmente, nel centro dedicato a Don Bosco, malgrado il tono leggermente più basso di alcuni congressisti ancora stanchi dal dopo cena che si è protratto, tra una chiacchiera e un effetto, fin oltre le tre del mattino (ma esser maghi è bello anche per questo).

Come ogni anno ci è stato fornito un "Welcome kit" particolarmente curato e nutrito (tra l'altro, proprio in occasione del ventennale, è stato pubblicato un fascicolo, sapientemente curato da Vinicio Raimondi, che ripercorre la storia del Trofeo); dopo le dovute operazioni amministrative e un giro tra le nove case magiche presenti, si è passati alla prima conferenza, quella di Pavel, su come creare un effetto magico, su come gestire elementi noti per creare qualcosa di nuovo.

Parlare di Pavel significa ripercorrere la sua lunga storia e carriera che dalla Repubblica Ceca lo ha portato e fatto apprezzare in tutta Europa e oltre Oceano come star televisiva (tra tutte, le sue partecipazioni all'Ed Sullivan Show) e come prolifico conferenziere. Un po' tutti lo indentificano come l'uomo delle corde (e dei magneti): il suo "Nodo che cammina" si è aggiudicato un premio FISM per le invenzioni. Gli "oggetti" classici della magia, le corde, i foulard, gli scappavia, vengono rielaborati in maniera non dico "moderna" (perché obiettivamente non lo è), ma più che attuale: chi fa magia generale potrebbe scoprire che alcuni degli effetti che ha in repertorio sono stati inventati da Pavel, o basati sulle sue elaborazioni dei classici.

In attesa del concorso, il pomeriggio presso il Teatro 33, abbiamo goduto di una piccola pausa durante la quale i padroni di casa hanno proseguito il discorso (mangereccio) iniziato la sera prima.

A tal riguardo una piccola nota; pur non considerando la serata di Ariccia, in due giorni i congressisti sono riusciti a "spazzolare" la bellezza di: due porchette, un'intera forma di parmigiano, un prosciutto, due barilotti di vino, abbondanti vassoiate di fritti alla romana, risotti ai funghi e (naturalmente) matriciana!!! Oltre a decine e decine di litri di acqua, bibite, succhi di frutta; e ancora yogurt, merendine, cioccolato e chili di mandarini e fragole....

Tornando alle cose "serie" il concorso è iniziato abbastanza puntualmente malgrado il ritardo di un giurato (purtroppo proprio io) che ha di fatto rallentato operazioni preliminari. La conduzione è stata affidata ad un Alvi un po' sopra le righe, ma mai inopportuno (tolte un paio di gaffes). Dietro le quinte si è lavorato con una velocità estrema, portata in eredità al successivo gala, malgrado la complessità di alcune scenografie e attrezzi di scena.

La sensazione è che in alcuni numeri ci sia stata una eccessiva attenzione al contorno, all'apparenza, a discapito dello spettacolo magico. Non voglio entrare nel merito delle singole esibizioni, ma - ed è un dato di fatto - il giudizio della giuria tecnica, e della giuria popolare, volutamente tenute separate ha coinciso fino alle prime posizioni e ancora una volta dimostra come il pubblico sappia perfettamente giudicare quello che vede e di come la nuova generazione sottovaluti questa capacità.

I concorrenti: Luca Ferrero (Magic Kinder) magia generale; Daniele Di Ruzza (Danny Dee) manipolazione; Giuseppe Giosuè (Oliver) manipolazione; Salvatore Di Camillo (Sam il mago) magia comica; Lucio Vinciarelli (Mac Cheroni) magia comica; Mario Bacchi (Secrik) grandi illusioni; Gimignano Marchetto (Alvin Mask) magia con le tortore; Massimiliano Barile (Max Barile) mentalismo; Amedeo di Capua (Amedeus) magia generale; Stefano Anzellini (Mago Pancione) magia generale.

Il trofeo Arsenio se lo è aggiudicato proprio il Mago Pancione con un numero particolarmente creativo e brillante, gag esilaranti e studio del personaggio. Secondo posto a Oliver (primo per il pubblico) con un buon numero classico di manipolazione (di scuola tipicamente romana); terzo per la giuria tecnica Gimignano Marchetto con un colorato numero con le tortore (o con un numero con le tortore colorate...); terzo designato dal pubblico Max Barile con un numero, parlato, con il quale ha dimostrato un'ottima confidenza con il mentalismo, il comedy e la gestione del pubblico.

Il risvolto interessate è che sia la giuria tecnica che la giuria popolare abbiamo in qualche modo premiato la magia comica e il comedy spesso penalizzati rispetto alla magia generale.

La regia è stata affidata a Stefano Arditi che ha curato anche il gala svoltosi in serata (o meglio solo poche ore dopo), durante il quale si sono esibiti, nell'ordine: Piero Ustignani, in pre-show, con in suo Side Show fatto di pappagalli sapienti teste rimpicciolite, serpenti e l'uomo più forte del mondo; Leo con un entusiasmante numero di manipolazione (che ad alcuni ha ricordato il primo Vito Lupo); Borsalino con la sua ipnosi da scena; gli Argentini Brando e Silvana con un romantico quadro da strada dei primi del novecento, che è iniziato in bianco e nero, con i bussolotti, e si è evoluto in crescendo con levitazioni, apparizioni e strepitosi cambi a vista di scenografia e costumi e, pensate un po', con IL COLORE (più che descritto andrebbe visto). Un'altra ampia parentesi è stata affidata a Samuel, decano dei ventriloqui, che non ha perso una sola battuta nel suo numero, non un tempo morto, non una minima sbavatura che ha di fatto compensato la lunghezza dell'esibizione (io personalmente ho riso dall'inizio alla fine). Samuel complici gli spettatori sopraggiunti sul palco, ha simpaticamente bersagliato, senza risparmiarsi, anche le personalità presenti in prima fila: Binarelli e Silvan con le rispettive consorti, Lorya, Colombini e signora tra i tanti.

La chiusura del programma è stata affidata a Ottavio Belli con un numero di grandi illusioni che, nelle sue dinamiche, ha ricordato l'energia di Gianni Mattiolo e le ambientazioni alla Hans Klok (ovviamente rapportate all'esibizione). La serata è stata presentata da Emanuela con una rapida comparsata di Aldo Colombini. Sapete: Colombini è uno di quelli al quale piace quello che fa; e lo fa talmente bene che ogni momento, magico e non, formale e non, sul palco o al bancone di un bar, o con un piatto di pasta in mano viene trasformato in un momento di spettacolo puro. Ma a questo ci arriviamo tra pochissimo.

Il lavori sono proseguiti il mattino dopo con la conferenza di Claudio Pizzuti. Conosco Claudio da alcuni anni, ed ho assistito più volte alle sue conferenze e alle sue "lezioni di arte magica" (così van chiamate perché tali esse sono). Non ho avuto la fortuna (per età e collocazione geografica) di partecipare ai "salotti buoni" che, da Roma, hanno in qualche modo segnato in maniera indelebile quella scuola che ha fatto parlare di sè tutto il mondo. Quei salotti dove spiccavano i nomi di Binarelli, Desideri, Arsenio, Zelli (a proposito ho avuto la gioia e il grande onore di conoscere durante il gala la gentile moglie del Professore, presentatami da Marina Binarelli) Silvi e dello stesso Pizzuti. Claudio, nella sua lunga carriera, ha toccato un po' tutti gli aspetti della prestigiazione (eccezion fatta forse per il trasformismo e le grandi illusioni) ed in tutti ha lasciato una piccola impronta, fatta di creatività e di studio, di continua evoluzione e di sperimentazione (non è la magia dei DVD tanto per intenderci). Restano dei Matrix fatti con gli euro di una semplicità ma di una spettacolarità disarmanti, le sue monete attraverso il tavolo, le sue monete, da una mano all'altra, senza incroci, e una divertente evoluzione sull'uso delle monete pieghevoli e sul classico tema della moneta nella bottiglia, diventata moneta nella scatola di TIC TAC.

Dopo una nuova pausa per rifocillarci (le porchette di cui sopra ecc, ecc...) la chiusura della manifestazione è stata affidata a Aldo Colombini (guest star Rachel Wild) che ha varcato i confini della conferenza verso lo show puro. Aldo ha un vantaggio. Che è il vantaggio di chi fa le cose in un certo modo: ha parlato di se, delle sue vicissitudini personali, del suo modo semplice, ma diretto di fare magia (ormai stra-noto) e della sua filosofia. Si parla di magia; si scherza sulle copie "non autorizzate" dei suoi video in circolazione; del fatto che c'è un'inflazione di prestigiatori che infierisce sul pubblico pur di strappare una risata alla platea; del fatto che i prestigiatori sono l'unica gente di spettacolo che... No! Voglio usare il suo esempio; una barzelletta! Quanti prestigiatori ci vogliono per avvitare una lampadina? 10!!! Uno per avvitarla e gli altri nove che dicono: "Io lo so fare meglio"!!! Anche se, dopo tutte queste belle parole, l'immancabile fiera magica ha un po' smorzato l'atmosfera che si era creata. Interessante l'interazione con la sua nuova compagna, che ha la stessa carica di simpatia e la stessa voglia di giocare e di divertirsi.

Il Trofeo, nella sua edizione 2007 è già in cantiere: io consiglio di esserci (soprattuto ai grandi assenti... I romani!!!)

Roberto Muci
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Mauro Morabito è il padre di Andrè. Mauro è il proprietario del WMM, si occupa di finanziare il sito e consigliare su modifiche e aggiornamenti.


Manuel Spinosa è il nostro prezioso collaboratore. Da anni svolge un ruolo di newsreporter e si occupa anche di importanti esclusive, tra cui alcune interviste.

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